I racconti di Ottavio
Mio nipote Ottavio è laureato in lettere e si diletta a scrivere al computer racconti che stampa e tiene sempre chiusi nel cassetto. L’ho seguito nella crescita e gli sono affezionata, lo stimo per la sua intelligenza e profondità di pensiero. So che possiede una libreria piena zeppa di libri che divora instancabilmente.
Talora siamo stati insieme allo stadio essendo entrambi tifosi della stessa squadra. In quei momenti, dimenticavo di essere una signora dabbene e diventavo una qualunque tifosa che si sgola e farnetica per la squadra del cuore.
Avevo ricevuto le confidenze del ragazzo sul suo amore per la scrittura e avevo insistito per leggere qualcuno dei suoi racconti. Mi sono piaciuti e ho incoraggiato Ottavio a continuare a scrivere.
-Scusa, ma cosa aspetti a farli conoscere?- gli ho chiesto una volta.
-Aspetto la grande occasione. Spero che un giorno qualche editore creda in me e mi offra la possibilità di pubblicare i miei racconti.
Così tutti conosceranno le cose che scrivo e leggeranno le mie pubblicazioni.
-Sì, ma nel frattempo chi le conosce? Chi sa che tu scrivi? -
- Ottavio, questo è un errore. Vedi, credo che potresti iniziare gratuitamente a farti conoscere. -
-Gratuitamente? Ma cosa intendi dire? Parli per caso di Facebook?-
-Sì, certo. Tu per il momento sogni e aspetti che caschi la manna dal cielo. Sbagli, perché già potresti fare leggere i tuoi racconti a tante persone. E questo molto facilmente, le possibilità di Facebook sono infinite! Tu, per esempio, avresti la possibilità di pubblicare ciò che vuoi. E’ inutile tenere nascosti nel computer delle novelle interessanti. -
-So che potrei pubblicare telematicamente, ma vedi, a me piacerebbe pubblicare su cartaceo.
-Sai che ci sono persone che si collegano a Facebook per leggere novelle e racconti? Guarda che l’ho fatto anch’io e devo dire che ho trovato delle cose interessanti. E’ un po’ la vecchia storia delle cose buone che non sono mai pubblicate su cartaceo, perché l’editoria ufficiale le snobba, essendo prodotti di scrittori esordienti e dilettanti. Vi è diffidenza, pubblicare su cartaceo costa molto e le case editrice vogliono andare sul sicuro. Ma secondo me, molti dilettanti scrivono con passione. Per questo taluni scrivono proprio bene.
-Sai che non ho mai pensato a Facebook!
-Inizia ragazzo mio! Vedi, anch’io ho scritto su alcuni siti letterari e poi ho pubblicato, su cartaceo, novelle per la scuola. Dopo di che, ho iniziato a scrivere su Facebook; erano racconti di varia natura e non immaginare che mi leggessero in tanti. Eppure, grazie a essi, sono riuscita a interessare qualcuno. Anche tu proverai molta soddisfazione se qualcuno, leggendo i tuoi racconti, ti commenterà. I lettori potranno comunicarti le loro impressioni ed esprimere un parere su i tuoi scritti. Capirai se vali qualcosa oppure no.
-Esistono molti portali letterari che si occupano di pubblicazioni?- aveva chiesto Ottavio.
Guarda, non immagini quanti ne esistano e quanti offrano agli scrittori di presentare e pubblicare on line le proprie opere! Certo esistono i siti più seguiti e più noti e quelli meno conosciuti e meno frequentati. Tra tutti, Facebook rappresenta il portale per eccellenza poiché si occupa di qualsiasi cosa.
Da quel giorno, mio nipote continuò a scrivere con più lena e più entusiasmo. Lasciò spaziare la sua fantasia e scrisse nuovi testi di vario genere. Scoprì quali erano i siti adatti ad accogliere le sue opere ed ebbe la soddisfazione di pubblicarle gratis. Capì che in tanti le leggevano e ne fu felice. Poi iniziò a scrivere su Facebook e ricevette messaggi di gente sconosciuta che si complimentava e si felicitava per i suoi racconti. Alla fine, riuscì a fare pubblicare, su cartaceo, il suo primo libro di novelle. Sperimentò quel che diceva Bacone e cioè che: “Il leggere rende un uomo completo, il parlare lo rende pronto e lo scrivere lo rende preciso.”
Ottavio scriveva e aveva l’impressione di parlare da solo, ma al tempo stesso provava la sensazione di parlare a una folla senza essere mai interrotto. Poteva far credere a chiunque qualunque cosa, cercando inoltre di restare coerente a se stesso e al suo pensiero.
Un giorno, s’imbatté in una diatriba fra i lettori di un importante sito letterario, dove qualcuno si compiaceva di commentare negativamente gli scritti di autori che, in realtà, scrivevano male e le critiche erano pienamente meritate. Altre volte invece, erano solo commenti malevoli, ingiustificati e in mala fede.
Ottavio intervenne e scrisse che ognuno era libero di leggere ciò che voleva, ma se aveva voglia di criticare ingiustamente, non doveva farlo, come d’altronde non si fa quando si tratta di una pubblicazione cartacea. Chi vuole leggere un libro, lo acquista, altrimenti non lo acquista. La pubblicazione cartacea può avere successo o no, ma nessuno ti viene mai a dire che è una schifezza. Allo stesso modo, secondo lui, doveva accadere nelle pubblicazioni telematiche: nessuno si poteva arrogare il diritto di sentirsi un vero critico letterario.
Il bello fu che il parere del promettente scrittore fu condiviso da molti e da allora, su quel portale, cominciarono ad apparire meno critiche e meno commenti negativi da parte dei lettori.
Un giorno, Ottavio fu invitato dal direttore di una testata giornalistica che aveva letto alcuni suoi scritti e fu assunto da quel giornale.
Ancora una volta gli ricordai le infinite potenzialità di Internet.
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